Brigid: simbolismi ed energie

Brighid by Wendy Andrews

Brighid by Wendy Andrews

Ci avviciniamo alla festa di Imbolc, il culmine del periodo dedicato alla dea Brigid. Ecco quindi che, come atto di devozione, voglio parlare di Lei. Così bianca, pura e leggera.

Brigid (pronuncia “Breed”), figlia di Dagda dei Tuatha de Danaan (anche Brigit, Bride, Brighde, Bridie, Brighid, Ffraid, Braint, Brigantia), è una divinità dell’area celtica venerata specialmente in Irlanda, ma anche in tutte le isole britanniche.

Questa dea però non è estranea alla tradizione Italiana, dato che l’intero territorio della Brianza (che deriva dal nome Brigantia), è dedicato a lei.

Inoltre è molto conosciuta in tutta Europa come Santa Brigida, poiché durante la cristianizzazione dell’Irlanda la gente, molto affezionata a lei, iniziò a venerarla sotto questo aspetto.

Non parlerò della sua storia, di cui si trovano facilmente saggi ed articoli molto consistenti e completi, ma parlerò dei simbolismi a Lei legati e delle sue energie.

Brigid è una triplice dea fanciulla e questa sua triplicità è rappresentata da tre volti e tre fiamme: la fiamma dell’ispirazione (specialmente poetica), la fiamma della guarigione e la fiamma della forgia del fabbro.
Abbiamo dunque una dea strettamente legata all’elemento fuoco, uno dei suoi simboli. Il fuoco è legato al Sole e possiamo quindi affermare che Brigid sia una dea solare. Nonostante questo, ha anche degli aspetti lunari, come vedremo in seguito.

Il simbolo principale di Brigid è la “Brigid’s cross” (croce di Brigida), una croce – spesso formata da rami ed erba secca – che prevede una forma quadrata al centro e quattro braccia che si diramano da essa. Questa croce è di origine precristiana ed è chiaramente legata alla croce solare. E’ tradizione costruire croci di Brigid durante la festa di Imbolc (1 o 2 febbraio a seconda delle tradizioni) e appenderle poi alle porte e finestre a protezione della casa da ogni male.

Brigid è anche spesso raffigurata accompagnata da animali, tra cui possiamo trovare il cigno, il lupo, il serpente, l’agnello e la giovenca.

L’agnello e la giovenca sono entrambi strettamente legati al concetto di latte materno, sostentamento primario di ogni nuova vita (tra i mammiferi). Abbiamo quindi simboli di nuovi inizi, nuova vita, fanciullezza, leggerezza, nutrimento, purezza. Questo legame con il nutrimento materno ci ricorda che Brigid è anche legata alla nascita ed è considerata protettrice delle levatrici e delle partorienti. Si dice che invocarla durante il parto sia di buon auspicio per la madre ed il bambino.

Arte di Wendy Andrew

Brighid Light di Wendy Andrew

Il cigno è un simbolo molto potente che racchiude in sé molti significati. E’ un animale che ci fa pensare alla purezza, alla grazia, alla bellezza. Il cigno vive tra l’aria e l’acqua e rappresenta dunque questi due elementi. E’ un animale fortemente lunare ed è qui che troviamo quindi questo aspetto della dea Brigid legata alla Luna.

Anche il lupo è legato alla Luna, ma anche all’idea di forza, branco (unione), natura selvaggia. E rappresenta proprio quel lato selvaggio della donna che ha bisogno di essere profondamente connessa alla Natura e di riunirsi in gruppo per unire il proprio potere a quello delle proprie sorelle.

Il serpente è invece un simbolo che ricorda il maschile e quindi richiama l’idea di fertilità, l’unione del maschile e del femminile, ma anche il rinnovamento. Il serpente cambia pelle liberandosi di quella vecchia: un chiaro simbolo di abbandono di ciò che non ci serve più a favore di nuovi inizi più consoni a noi.

Oltre agli animali totemici, troviamo tra i simboli legati alla dea Brigid anche delle piante, specialmente il bucaneve e il sorbo.

Il bucaneve è un piccolo fiore che prende il nome proprio dalla sua caratteristica di crescere nonostante la neve, bucandone la superficie per farsi strada nel mondo. E’ un fiore che richiama anch’esso grazia, bellezza, delicatezza, ma allo stesso tempo forza e determinazione. Anch’esso è simbolo lunare, ma anche molto legato all’elemento Terra.

Il sorbo è invece un albero (Rowan in inglese) molto importante nella tradizione druidica e nel folklore delle Isole Britanniche. Esso è parte dell’alfabeto Ogham ed è legato all’elemento fuoco proprio come Brigid. I poteri ad esso riconosciuti sono quelli di protezione ed ispirazione, ma ha anche proprietà curative grazie alla vitamina C contenuta nelle sue bacche.

Come vediamo dalla simbologia il colore prevalente legato alla dea Brigid è il bianco: classico simbolo di purezza, nutrimento (latte), verginità arcaica, fanciullezza, leggerezza.

Ed ecco quindi che questi sono i temi di Brigid e le energie che ci porta:

Brigid è una Dea d’Amore e Leggerezza. Quella Leggerezza tipica della fanciullezza.
Con Lei arriva il Risveglio della Natura, spuntano i primi fiori precoci che portano allegria e bellezza.
Le giornate si allungano un po’ ogni giorno, riaccendendo in noi la Fiamma vitale della Rinascita.

Brighid The Flaming Arrow di Helena Nelson Reed

Brighid The Flaming Arrow di Helena Nelson Reed

Brigid è candida e pura e ci dona un po’ della sua purezza, da intendersi nel senso più arcaico del termine, ovvero come legame puro e selvaggio con tutto ciò che ci circonda.

Brigid è fuoco: il fuoco della guarigione, dell’ispirazione e della forgia che crea.
Brigid è acqua: candido cigno che nuota tranquillo in acque profonde, senza paura.
Brigid è aria: come quando il cigno prende il volo seguendo venti profumati di primavera.
Brigid è terra: bucaneve che si fa strada attraverso il suolo per raggiungere la Luce.
E’ una Dea completa che racchiude in sé tutti gli archetipi e gli elementi.

Connettersi alle sue energie durante il periodo di Imbolc è molto importante e ci permette di percepire il cambiamento che avviene in Natura in questo momento.

E’ possibile farlo passeggiando nella natura, osservando e ascoltando, costruendo croci di Brigid ed offrendo latte e miele alla Terra.

Inoltre potete scaricare gratuitamente una visualizzazione per incontrare la dea Brigid cliccando qui e ascoltare meravigliose canzoni dedicate a Lei sul mio canale Youtube.

 

The Coming of Bride di John Duncan

The Coming of Bride di John Duncan

Modranicht, la Notte delle Madri

Arte di Genevra Brown

In questa vigilia di quello che nel mondo cristianizzato è chiamato “Natale”, in un’atmosfera di gioia e calore che tocca il cuore di tutti (o quasi), mi preme riportare in luce un’antica memoria dimenticata.
Nel mondo antico questa sacra notte era infatti dedicata alle “Madri” e prendeva il nome, nell’area germanica, di Modranicht o Modresnacht.

Ma chi erano queste Madri?
Si trattava di un gruppo di divinità femminili adorate dai popoli celtici, anglosassoni e romani da centinaia di secoli, di cui si trova traccia in innumerevoli intagli votivi, statue, santuari datati tra il 1° ed il 7° secolo DC. Esse erano associate ai fiumi, alle montagne, alle sorgenti ed agli alberi. Erano spesso rappresentate a gruppi di tre e ritratte mentre cullavano neonati, reggevano cesti di frutti e grano o cornucopie a simbolizzare la fertilità ed i doni della Madre Terra. Nel mondo romano erano conosciute come Matronae.

Il monaco Bede, nel 725 DC, ci parla di questa notte accennando al suo nome e ad alcuni rituali che si svolgevano, senza però entrare particolarmente nei dettagli. Ricostruzioni storiche ci parlano di grandi celebrazioni e banchetti a base di cinghiale, oca, pesce, zuppa di ortica, funghi, torte al formaggio, egg nog (un liquore tipico del periodo), idromele e torte a base di miele, che erano tradizionalmente dedicate alle divinità femminili da tempi immemori.
Dall’Egitto, alla Grecia, all’Impero Romano ed infine ai Paesi Nordici, le donne cuocevano torte di miele da dedicare ad Asherah, Ishtar, Artemide e Demetra e molte altre Dee, come la nordica Freya e la celtica Brigit.

Queste torte di miele servite durante la Notte delle Madri, erano considerate magiche, portatrici di fertilità e di buon auspicio per il resto dell’anno.

Anche oggi sopravvivono, seppur sotto mentite spoglie, tradizioni simili e spesso riguardano proprio la cucina, da sempre regno magico delle donne. Proprio perché la preparazione del cibo è sempre stata più femminile che maschile, alcune ricette tradizionali ci sono arrivate inviolate dai secoli addietro, poiché mentre gli uomini erano occupati a spadroneggiare con la violenza e a fare crociate contro le antiche divinità, nessuno si occupava delle povere serve che lavoravano in cucina e che si tramandavano tradizioni e ricette di generazione in generazione. Forse quegli uomini, nella loro cieca sete di potere, non sapevano che un giorno quelle ricette sarebbero state preziosi indizi che avrebbero riportato in vita le tradizioni che loro si sono tanto impegnati a tentare di eliminare.

Ricordando queste antiche tradizioni contribuiamo a ri-membrare la Dea e a riportare nel mondo una visione gilanica più equilibrata e sana, ritrovando la connessione con le sacre Antenate che ce le hanno tramandate, spesso nascoste in indizi insospettabili e golosi.

Buona Notte delle Madri a tutte e tutti!

Alice

matronae

Fonti:
*http://gathervictoria.com/2015/12/16/cranberry-hazelnut-peppermint-honey-cake-hail-to-the-mothers/
*https://en.wikipedia.org/wiki/Mōdraniht

Le Doule della Morte

Rick Buck with his wife Kathy Fedori their son Julian and death midwife is Sarah Kerr performing a ceremony in the couple's home in Calgary, Alberta, March 2, 2015. Photograph by Todd Korol

Ci avviciniamo alla festa di Samhain, più conosciuta da molti come Halloween. Si tratta di una celebrazione dalle origini antichissime che marcando la fine dell’Estate, ovvero il passaggio dalla parte luminosa dell’anno a quella oscura, ci ricorda anche il necessario passaggio della Morte.

Nella nostra società la Morte è un grosso tabù e come molte altri normali passaggi viene medicalizzato e in qualche modo allontanato dalla quotidianità. Quando qualcuno è malato o molto vecchio, infatti, si tende generalmente a lasciare che siano altri ad occuparsi di lui o lei. Si tende ad assumere personale infermieristico o parainfermieristico, quando non a ricoverare la persona.
In questo modo si relega la Morte in un angolino e si cerca di pensarci il meno possibile.

In passato, invece, la gente rimaneva a morire a casa propria, accudita dai propri cari e dalla comunità. Questo succede anche oggi in molte culture lontane dalla nostra ed è un atto che porta moltissimi vantaggi: più tempo con i propri cari che stanno per lasciarci, più tempo per dire cose non dette e risolvere irrisolti, un approccio più diretto e sereno con la Morte.

Ed è qui che torna alla luce, per fortuna, la figura della Doula della Morte. Queste figure sono sempre esistite, sicuramente con nomi diversi a seconda dell’area del mondo, ma sono svanite nell’occidente proprio con la medicalizzazione dell’ultimo passaggio della Vita.

Ma cos’è una Doula della Morte?
Innanzitutto è bene sapere che di solito la parola “Doula” è collegata alla nascita. La Doula infatti è una donna che si occupa di seguire una donna e la sua famiglia durante il pre-concepimento, la gravidanza, il parto e il post parto. E’ una figura preziosa che può fare la differenza in un momento molto delicato della vita di una donna: il passaggio a Madre, che comporta tantissimi cambiamenti difficili, insieme ovviamente alla gioia.

Una Doula della Morte invece si prende cura del morente e della sua famiglia e segue adeguatamente e con amore tutte le fasi, compreso l’aiutare la famiglia a ricomporre la salma dopo che la persona ha lasciato il suo corpo. Anche questo è un atto che aiuta moltissimo la famiglia in lutto e che abbiamo totalmente dimenticato, affidando il compito agli impiegati delle pompe funebri.

Il suo compito, riassumendo, è quello di rendere la morte un’esperienza più serena possibile sia per il/la morente, sia per la famiglia.

Queste figure stanno diventando lentamente più numerose e conosciute e si stanno diffondendo insieme alle Doule della Nascita. Forse perché c’è un fortissimo bisogno di ritornare alle origini, ad un mondo dove i naturali passaggi della Vita non vengono medicalizzati e resi anormali.

Come si diventa Doula della Morte?
Nel Nord America ed in Inghilterra stanno nascendo molti training specifici, ma sicuramente ci vuole una profonda dedizione e preparazione: in un compito del genere non ci si può e non ci si deve improvvisare. Di certo serve avere un background spirituale legato allo sciamanesimo e possibilmente anche un minimo di preparazione medica e psicologica, oltre che un’esperienza diretta di accudimento di morenti ed un grosso lavoro interiore personale con la Morte alle spalle. In Italia al momento non esistono scuole o corsi del genere, anche se esistono seminari sciamanici dedicati alla morte ed al morire, come ad esempio uno dei seminari avanzati della Fondazione Studi Sciamanici, che può essere un punto di partenza per un lungo percorso di approfondimento, nella speranza che questo tipo di training e queste figure si diffondano sempre più anche in Italia.

Per approfondire vi lascio una bellissima intervista ad una Doula della Morte uscita sul The Guardian (purtroppo in inglese, ma spero possiate trovare un modo per leggerla): Death Doulas: helping people face up to dying.

*La fotografia ritrae Rick Buck con sua moglie Kathy Fedori, il figlio Julian e la Doula della Morte è Sarah Kerr mentre tiene una cerimonia a casa della coppia di Calgary, Alberta, 2 Marzo 2015. Fotografia di Todd Korol

“Distogliere la mente dal male”

Art by Catrin Welz-SteinOvvero 5 buoni motivi per non crogiolarsi nelle cattive notizie.

Lo sapete che quello che ciò che ci circonda influenza il nostro essere?
Tutto ha un impatto su di noi: quello che vediamo, leggiamo, mangiamo, tocchiamo e così via.
E anche noi ovviamente influenziamo il mondo che ci circonda.

Se ponete la vostra attenzione in particolare sui media, noterete che ciò di cui parlano e che ci mostrano sono per lo più fatti molto negativi, spesso tragici.

Guardare un telegiornale solitamente mette di cattivo umore, perché ci fa pensare a quanto possa essere brutto e negativo il mondo.
Lo stesso avviene online: le persone, molto più che in passato, vengono costantemente bombardate da pessime notizie e specialmente da immagini terribili che le accompagnano. Su internet, specialmente nei social network, c’è molto più terreno per questo genere di condivisione. Si nota una condivisione positiva sempre più raramente e da una piccola fetta di persone più consapevoli.

Eccovi quindi 5 spunti di riflessione che vi propongo:

  1. Vedere, leggere, ascoltare costantemente cose negative, ci influenza negativamente. Viviamo in modo più pesante, triste, pessimista e questo ha un peso anche sulla nostra salute fisica e mentale. E’ vero: il mondo può essere un luogo terribile, ma allo stesso tempo meraviglioso. E’ una cosa che tormenta i filosofi di tutti i tempi, ma non possiamo vivere mettendo l’accento sugli aspetti negativi e pesanti del vivere. Il trucco è accettare che ci sia, per forza di cose, un lato oscuro, ma non soffermarsi di continuo su questo, come tendiamo a fare oggi. La Bellezza nel mondo è tanta e ci aiuta a vivere più serenamente e ad accettare meglio quel lato oscuro che fa parte dell’equilibrio naturale delle cose.
  2. Condividere immagini macabre di animali torturati, bambini morti, persone disperate non serve sostanzialmente a niente. Non fa tornare in vita i bambini, guarire gli animali e specialmente non sensibilizza la gente, come credono spesso in buona fede le persone che ingenuamente credono di fare del bene condividendole.
    La verità è che spesso le persone lo fanno, magari inconsciamente, per ripulirsi la coscienza, come se premendo il pulsante “condividi” avessero fatto la loro parte e potessero tornare a pensare alla cena da preparare. Se davvero si sente la vocazione ad aiutare le persone in difficoltà, si possono attivamente fare molte cose: non ci sono mai abbastanza volontari nelle associazioni attiviste. Altrimenti, di fronte ad una brutta notizia, mandate un pensiero di luce ed amore verso le vittime e continuate per la vostra strada. Ognuno ha il proprio cammino evolutivo e le proprie esperienze da fare: spesso è difficilissimo da accettare, ma è così.
  3. Le frequenze che subentrano nella nostra mente quando vediamo/sentiamo certe cose, si diffondono creando una catena di sofferenza e violenza che si propaga sempre di più, mentre focalizzandosi sulla Bellezza e condividendola, si ottiene l’effetto opposto e si diffonde armonia. Noi creiamo il mondo con le nostre proiezioni interiori e con le nostre percezioni: impariamo a creare un ambiente di pace e bellezza attorno a noi.
  4. Assuefazione. Esatto, l’essere esposti di continuo a immagini macabre e notizie tragiche non ha un effetto sensibilizzante, anzi: proprio il contrario! Ci si abitua all’orrore, che diventa la normalità ed è qui che nascono poi quelle situazioni al limite della follia più totale dove la gente si fa i selfie con i cadaveri o si gira dall’altra parte se qualcuno ha bisogno d’aiuto.
  5. In passato, quando internet non esisteva, i media erano per pochi e si sapeva poco di ciò che accadeva al mondo, le persone erano più serene. Vivevano nella propria piccola bolla costituita dalla propria famiglia e dalla propria comunità ed i problemi principali riguardavano quella sfera. Ovviamente di contro le epoche passate hanno visto altri tipi di problemi, ma la mia riflessione riguarda il fatto che non facciamo altro che preoccuparci di ciò che accade lontano e per cui non possiamo fare nulla di concreto, ma ignoriamo i bisognosi che fanno parte della nostra sfera d’azione e per cui possiamo fare davvero qualcosa. E’ partendo dalle piccole cose che si causano grossi cambiamenti: riportate la vostra mente al qui ed ora e pensate a ciò che potete fare per un amico o un parente in difficoltà: le energie girano e il vostro gesto avrà una ripercussione positiva che non vi aspettate.

Prima di concludere vorrei spiegare il titolo di questo articolo. Il 14 febbraio 2012 feci un sogno in cui un mio caro vecchio amico, che si era purtroppo tolto la vita 3 anni prima, mi diceva proprio questo:”Dovete distogliere la mente dal male”. E mi spiegava, sostanzialmente, quello che io oggi ho scritto a voi.

I sogni sono un mezzo potente per ricevere messaggi dai mondi sottili e io vi dono questo prezioso messaggio da parte del grande Joe.

Fatene tesoro e donatelo alle persone che amate. Condividete la Bellezza!

*Arte di Catrin Welz-Stein